Società

Gli inizi del Club Tigers: i ragazzi di via Broccaindosso

Il Club Tigers nasce a Bologna tra la fine del 1974 e i primi mesi del 1975. Detta così sembra facile, sembra una storia come tante invece c’è molto di più c’è qualcosa che, dopo quasi 30 anni, dura ancora oggi. Ma, come dicono nei cattivi romanzi, è meglio cominciare dall’inizio…..

Non si può capire la gestazione e la nascita del Club Tigers se non ci si rifà al contesto, all’humus nel quale si sviluppato e che ha un nome preciso: via Broccaindosso.

Via Broccaindosso è una strada del centro storico di Bologna; se oggi passate per quella strada vedete un pezzo di città quasi disabitato, con pochissimi negozi e ancora meno bambini. Allora però, era una strada molto popolosa con moltissime famiglie e tanti ragazzini (frutto sia del baby-boom degli anni ’60 che dell’immigrazione meridionale) e con una vivacità palpabile e avvolgente. La strada era piena di negozi dove le nostre mamme e le nostre nonne andavano quotidianamente a fare la spesa: c’era la drogheria della Donata, la Macelleria di Dante, la latteria di Nino e poi il calzolaio, il salumiere, la parrucchiera insomma, era un microcosmo un “paese” dove tutti si conoscevano.

La zona era decisamente “popolare” nel senso che le famiglie che vi abitavano non erano ricche, anche se cominciavano a godere del benessere che si era diffuso in tutto il paese. In generale, una volta pagato l’affitto, il mangiare e risparmiato un po’ di soldi per il futuro non c’era molto da scialacquare ma andava benissimo così.

All’epoca io avevo circa 9 anni e, come quasi tutti i ragazzini dell’epoca, ero appassionato di calcio: collezionavo le figurine “Panini” e, quando potevo, compravo il “Guerin Sportivo”. Non esistevano (lo dico per i più giovani)  i mega-video giochi elettronici, anzi non erano ancora arrivati i TV color col telecomando e per cambiare canale ci si doveva alzare per spingere il tasto! I giochi che andavano allora per la maggiore erano quelli da tavolo tipo il Monopoli o Risiko ma c’era un gioco che, per me, rappresentava un miraggio: il Subbuteo.

Allora il Subbuteo era proprio un miraggio nel senso che era anche più costoso della media dei giochi, ma quei giocatori che si muovevano liberamente su quel panno, colorati con le maglie delle squadre che vedevo in TV, rappresentavano la possibilità di sentirsi protagonisti di quello sport che adoravo: il calcio.

Il negozio più vicino a casa mia che vendeva la scatola, le squadre e gli accessori del Subbuteo era quello di Benetti (anzi, “Benetti Rag.Giulio” come era scritto nello scotch col quale impachettava i regali) in via Rialto, vicino a via S.Stefano…

Tutte le volte che potevo andavo a vedere quella vetrina e finalmente, nel Luglio del 1974, riuscii a comprare il Subbuteo. Sul banco del negozio vidi un depliant che diceva che, a Genova, si era svolto un Campionato Italiano di Subbuteo  organizzato dalla F.I.C.M.S (Federazione Italiana Calcio in Miniatura Subbuteo) e che era stato vinto da un ragazzo di Genova: Stefano Beverini. Il depliant invitava a chiedere al negoziante i moduli per partecipare al prossimo campionato, cosa che feci immediatamente. La risposta di Benetti fu: “i dirigenti sono partiti per una vacanza, bisogna che torni dopo le ferie”. Tornai a settembre, a ottobre, a novembre e la risposta fu sempre la stessa: i dirigenti erano sempre in vacanza solo che questa volta era un po’….”lunga”!!! La cosa rimase in sospeso anche perché avevo un altro problema impellente: con chi giocare a Subbuteo.

Infatti, dopo le prime volte in cui mi “allenavo” da solo non mi divertivo più a giocare e, casualmente, andai a giocare a casa di un mio amico, Lorenzo S., il quale mi disse: sai che c’è un mio compagno di classe, Mario V., cha abita nella tua strada ed è un grande appassionato di Subbuteo? Perché non lo cerchi? Allora, visto che l’intraprendenza non mi ha mai fatto difetto, feci la cosa più semplice; andai a suonare il suo campanello e gli dissi: “ti chiami Mario? Mi manda Lorenzo. Vorresti giocare con me a Subbuteo?”. Lui, un po’ stupito lo devo ammettere, mi fece entrare, cominciammo a giocare e nacque così un amicizia che dura ancora oggi.

Verso la fine del 1974 arrivarono le vacanze di Natale e, con esse, più tempo libero per giocare. Un giorno Mario mi disse: “qui in Broccaindosso abita un mio amico, si chiama Massimo S. e anche lui ha il Subbuteo. Ci troviamo domattina a casa sua a giocare?”. Andammo a casa di Massimo e seduti per terra, visto che lui stendeva il panno verde sul tappeto del salotto, cominciammo a giocare a Subbuteo. Nel frattempo si unì a noi un altro amico (Luigi V.) che, pur non avendo il Subbuteo perché non poteva permetterselo, si appassionò al gioco.

Le partite cominciarono a farsi frequenti e un giorno, mentre accompagnavo Mario da Benetti perché si voleva comprare una squadra, trovai un altro depliant della F.I.C.M.S. nel quale erano indicati i nomi e gli indirizzi dei responsabili dei comitati regionali: per L’Emilia-Romagna il responsabile era l’Ing. Mauro Casali che abitava in via Matteotti, vicino alla stazione ferroviaria. Telefonai e mi precipitai a casa sua e Casali, che ovviamente era molto più grande di me, mi accolse calorosamente e mi propose, oltre che l’iscrizione alla federazione, anche di fondare un club. I club di Subbuteo esistenti allora a Bologna erano tre: il Puma (quello di Casali), il Ghepard e il Leopard.

Tornai a casa entusiasta e parlai con Mario, Massimo e Luigi di questa opportunità e li vidi convinti. C’era tuttavia un problema di non poco conto: l’iscrizione alla F.I.C.M.S. erano di 1.000 lire annue per ciascun giocatore e di 5.000 lire per fondare un club. Per darvi l’idea dell’impegno economico vi basti sapere che una bustina di Figurine Panini costava allora 20 lire! Insomma era un problema non da poco ma lo risolvemmo in parte quotandoci e in parte anticipai io i soldi visto che avevo appena avuto del denaro in regalo. C’era da scegliere il nome e visto che gli altri club avevano tutti nomi di felini decidemmo di adottare quello del felino più feroce: la tigre. Così nacque il club Tigers e, in una copisteria vicino casa, facemmo fare le tessere utilizzando come logo una testa di tigre che ritagliammo dall’album di Sandokan (allora molto popolare in quanto la Tv stava trasmettendo la serie con Kabir Bedi come protagonista). Io venni eletto Presidente del club e cominciammo a proporre di giocare a Subbuteo a tutti gli amici del quartiere. Fu un successo travolgente!

Quasi tutti quelli che cominciarono non smisero più di giocare, si iscrissero al club, si comprarono una squadra e dopo un po’ di tempo anche il campo in modo che  quasi tutti avevano il proprio “stadio”. Ecco i nomi di coloro che cominciarono a giocare e che costituiscono il “nucleo storico” del Tiger: Mario V., Massimo S., Luigi V., Fabrizio C., Gianluca B., Pier Riccardo F., Pietro D., Antonio F., Lorenzo S., Calogero V., Claudio M., Sandro T., Fabrizio V., Pierluigi R., Claudio V. e altri che adesso non ricordo.

Oltre ai tornei interni che organizzavamo il grosso dell’attività era costituito dalle “sfide permanenti”; quando uno giocava con un altro chiedeva, in caso di sconfitta, la rivincita e viceversa per cui si era sempre dietro a giocare a Subbuteo con un qualche danno per l’attività scolastica anche se poi alcuni di noi hanno avuto una brillante carriera universitaria. Incontrarci era semplice, si andava a casa uno dell’altro in quanto abitavamo tutti vicini e non c’erano i problemi e i timori che i genitori di oggi hanno nei confronti dei figli.

Il club Tigers è stato fondamentale nella mia vita: grazie a questa esperienza ho conosciuto quelli che sono oggi i miei amici più cari. La nostra amicizia, nata su questo interesse particolare, si è poi sviluppata nel tempo e oggi è più viva che mai. Tra l’altro il giocare a Subbuteo ci ha permesso di distinguerci da altre compagnie di ragazzi della zona che, purtroppo, hanno intrapreso la strada della droga e quindi questo gioco ha avuto per noi una valenza anche educativa e, in qualche modo, di protezione sociale.

Il club poi continuò il suo cammino ottenendo anche dei successi di rilievo in campo subbuteistico. Ma questa è un’altra storia…..

Bruno Poggi         

..dal 1985 inizia la gestione Riccardo MARINUCCI…………………    

 

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